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se per caso ami la cultura e l'avventura e vorresti conoscere una terra magica e misteriosa, come la Sicilia, questo è il tuo blog. "Il Veltro", come un "segugio", ti indica la via per raggiungere luoghi affascinanti e antichi, tradizioni e feste popolari d'altri tempi e una e più storie.

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Flavio R.G. Mela

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Oltre il Cuore di Sicilia. Eventi & Mostre. "Na Sbrizziata di Sali".

Cari Lettori, vi segnaliamo un'iniziativa interessante che si svolgerà a Catania presso l'ex Monastero dei Benedettini. Un'esperienza cultura che avrà come protagonista il sale. Sì, proprio il sale. Consci di avervi stuzziacato nella curiosità, vi rimandiamo al comunicato stampa che ci hanno inviato e che troverete a seguire. Buona lettura.


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Comunicato Stampa
“’NA SBRIZZIATA DI SALI”
ANTICHE CUCINE - EX MONASTERO DEI BENEDETTINI 19/28 NOVEMBRE - CATANIA
MOSTRA DI GIUSY DEMMA E GIOVANNI RUGGERI

IL RITO DEL SALE, IN UN CLICK ARRICCHITO DI FIBRE
LA MOSTRA È VISITABILE SINO AL 28 NOVEMBRE, CON INGRESSO GRATUITO

Il rito del sale, in tutte le sue sfaccettature: per preservare, conservare, cristallizzare, purificare. Ed ancora per cucinare, impreziosire, incantare, sedurre e nella duplice valente di elemento vivo e contemporaneamente morto.
La mostra “‘na sbrizziata di sali”, allestita nelle Antiche Cucine dell’ex Monastero dei Benedettini di Piazza Dante a Catania (fino al 28 novembre) dagli autori Giusy Demma e Giovanni Ruggeri, rappresenta l’eterna sfida della morte e della rinascita, dei contrasti tra bianco/nero e colore - i toni sui cui si fondano le immagini scattate da Giovanni Ruggeri - che ben si miscelano con le fibre, i grasselli, le terre e altri materiali che l’interior designer Giusy Demma ha utilizzato per arricchire le immagini immagazzinate e “adagiate” su pannelli. Adagiate come un velo che si poggia leggiadro sulle spalle denudate di una donna: così sono le fotografie lavorate a quattro mani dai due autori, in un intreccio quasi mistico.
Il lavoro, un progetto intrapreso circa un anno fa e che a detta di Giusy Demma e Giovanni Ruggeri, non è ancora completo, ha visto fiorire il colore bianco quale elemento principale della ricerca che li ha condotti al sale, l’elemento che dà acutezza nella mente, che offre la vita al mondo marino, che arrotonda i sapori in cucina e che, come in questo caso, in un accostamento antropologico-letterario-culturale, s’intreccia con la storia del luogo in cui le stesse immagini, sono ospitate: le Antiche Cucine dei Benedettini dove i monaci erano soliti preparare luculliani banchetti impreziositi dei riti antichi, lasciati ai posteri su imponenti tomi.
Seguendo un immaginario percorso, le fotografie “camminano” all’interno delle Antiche cucine facendoci vedere e sentire, i rumori dei gabbiani, dei pesci agonizzanti, dei bambini incuriositi dietro un grande portone semi aperto. Una mostra insomma, tutta da gustare.


INFORMAZIONI PER VISITATORI.

 Il vernissage sarà visitabile a gruppi di 20 persone fino al 28 novembre (con l’ausilio delle Guide delle Officine Culturali che traducono in parole i momenti della vita culinaria dei Benedettini).
 
ORARI DELLA MOSTRA E INDICAZIONI DI ACCESSO ALLE ANTICHE CUCINE

Sino al 28 novembre con i seguenti orari:
- venerdì, sabato e domenica dalle ore 18:00 alle ore 21:00;
- mentre dal lunedì al giovedì dalle ore 9:00 alle 12:00 / dalle 16:00 alle 19:00.
INGRESSO GRATUITO

PER ACCEDERE ALLE ANTICHE CUCINE

Sono due gli ingressi per accedere alla Antiche Cucine:
1)    da Via Biblioteca (adiacente Piazza Dante), percorrendo la grande scalinata che porta all’ingresso del palazzo: alla destra stanno le Biblioteche Riunite Recupero Ursino, frontalmente c’è l’accesso dell’antico refettorio dei Benedettini - l’Aula Magna “Santo Mazzarino”. L’ingresso delle Antiche Cucine è sulla destra. Percorrere l’atrio impreziosito dalle maioliche colorate e scendete la scala di ferro che conduce ai sotterranei.
2)    da Piazza Dante (ingresso centrale della Facoltà di Lettere e Filosofia), percorrere la grande scalinata di marmo bianco (senza alcuna differenza tra destra e sinistra), sino al primo piano. Seguire le indicazioni “Coro di Notte” e più avanti, “Aula Magna “Santo Mazzarino”. Quindi percorrere l’atrio impreziosito dalle maioliche colorate e scendete la scala di ferro che conduce ai sotterranei.

Si precisa che per motivi di sicurezza, l’ingresso da Via Biblioteca viene chiuso alle ore 18.30.



info: 348 7034950
simodurso@bizpress.it
ufficiostampa@bizpress.it

Oltre il Cuore di Sicilia. Mostra. "Jean Calogero. L'Antologia": l'arte di un grande maestro siciliano.

Il pesciscibile, 0lio, cm 73×60 (1978)
Al Centro Culturale "Le Ciminiere" è in mostra una straordinaria collezione di quadri e opere d'arte del maestro Jean Calogero. Uno straordinario viaggio che ammalia il visitatore di sistemi cromatici inebrianti e armonici, figli di un gusto squisitamente fantasioso e surreale. Andare a questa mostra, significa investire qualche ora della propria vita ad ammirare uno degli elementi più umani: la fantasia, che il pittore siciliano Calogero ha saputo ben descrivere nella sua arte "gustosa". E' un viaggio che sa di magico. Si potranno incontrare cavalieri, dame, osservare i paesaggi insieme a donne con l'ombrello, assistere alla partenza di navi che partono verso lidi lontani e fantastici ed, infine, perchè no, viaggiare sul dorso di un "pesciscibile" in cieli azzurri, rossi, verdi. Per spiegare nel dettaglio la mostra, invitando i cari lettori a visitarla, si riporta la descrizione ufficiale della mostra e un breve spaccato della vita artistica del pittore dal sito, proprio dell'evento, www.jc2010.it, curata dalla TRIBE Società Cooperativa (www.trivearl.it). A seguire il video della stessa mostra d'arte. La mostra "Jean Calogero. L'Antologia" sarà possibile visitarla dal 23 ottobre al 12 dicembre 2010, dal martedì alla domenica, ore 10-13/17-20, ingresso libero, presso il Centro Culturale "Le Ciminiere", viale Africa, piazza Asia, Catania.

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La mostra " ""JeanCalogero. L'Antologia."
Descrizione curata dalla TRIBE Società Cooperativa.

Dal 23 ottobre al 12 dicembre 2010 la Galleria d'Arte Moderna - Centro Culturale Le Ciminiere di Catania ospita la prima grande mostra antologia dedicata all’artista siciliano Jean Calogero (1922-2001), promossa dai figli Massimiliano e Patrizia Calogero e dalla Provincia Regionale di Catania. Il grande evento, organizzato dall’Associazione Culturale SPAZIOVITALE in e curato dal critico prof. Carmelo Strano, ha ottenuto il
patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Siciliana, della Provincia Regionale di Catania, del Comune di Catania - Assessorato alla Cultura e Grandi Eventi, del Comune di Acicastello e del Museo Diocesano di Catania. La mostra vuole riportare l’attenzione sulla figura del pittore, oggetto di indagini critiche già dalla sua prima mostra personale nella Galleria Hervé di Parigi (1951). L’allestimento di questa antologica costruisce un percorso ideale, composto da circa 100 dipinti a olio, che partendo dalle ultime opere dell’artista - presenti al piano terra - si snoda nelle sale della Galleria testimoniando le sue stagioni creative. Al terzo piano sarà presente un cospicuo numero di opere risalenti ai primi anni di attività internazionale. Saranno inoltre esposte tavolozze, cavalletti e materiali appartenuti a Calogero e per la prima volta le sue suggestive installazioni. Conclude il percorso espositivo un video realizzato dall’artista Marilena Vita con immagini inedite, fotografie e frammenti di interviste.

I domatori, olio, cm 73×60 (1975)
Percorso biografico ed artistico del pittore Jean Calogero.
Elaborato della TRIBE Società Cooperativa


Jean Calogero da giovanissimo ha frequentato il liceo artistico di Catania e la bottega del Maestro Roberto Rimini (Palermo 1888 - Acitrezza, CT, 1971) i cui soggetti preferiti erano la dura vita dei campi e quella marinara, i paesaggi siciliani, le nature morte e il mare di Acitrezza. La tecnica di Rimini, lontana dalla “verità” dell’iperrealismo e più vicina all’espressionismo e ciò avrà un ruolo importante anche nelle scelte estetiche di Calogero.

GLI ANNI ‘40 - ’50
Il suo trasferimento a Parigi, che il quegli anni è la capitale artistica internazionale gli permette di frequentare gli artisti più importanti e la prima mostra personale del 1951 gli porta grande fama. I suoi soggetti preferiti sono il circo, le caratteristiche ambientazioni fantastiche e soprattutto le “pupe”, le bambole abbigliate a festa, ma spesso dai visi tristi, trasfigurazione del carnevale siciliano, che conquisteranno in breve tempo anche il mercato americano. Infatti, dal 1952 comincia una lunga stagione di successi oltreoceano dove diventerà uno degli artisti più presenti nelle collezioni di attori, registi e produttori di Hollywood.

GLI ANNI ‘60 - ’70
Sono gli anni delle sperimentazioni materiche e di complesse costruzioni spaziali realizzate senza allontanarsi dalla cifra stilistica che lo ha reso noto al grande pubblico internazionale e che lo porterà a essere invitato per importanti mostre anche in Giappone. I soggetti più frequenti sono i carretti, le maschere, i cavalli e i cavalieri, e le architetture e le bellezze paesaggistiche di Venezia e delle “sue” Parigi e Catania che dipinge dallo studio parigino che era stato di Degas.

GLI ANNI ‘80 - ‘90
Il carattere schivo e riservato lo spinge a vivere in Sicilia circondato dagli affetti familiari. Nella sua tavolozza si accendono i blu e i rossi. Anche la critica e la stampa italiani lo celebrano e i suoi “arlecchino” entrano in importanti collezioni anche in Italia. Ha importanti estimatori in tutti i settori artistici, dalla musica alla  televisione, dal cinema al teatro. Fra i soggetti preferiti di questi anni c’è l’amata Aci Castello dove trascorrerà gli ultimi giorni della sua vita.


Comunicazione a cura di:
TRIBE Società Cooperativa
t +39 3395626111 +39 3388913549
f +39 0952937814
e [redazione@tribeart.it] w [www.tribearl.it]

Ufficio stampa Provincia Regionale di Catania
Daniele Lo Porto
Anna Elisa Di Paola, Francesca Lo Faro, Daniela Spina
tel. +39 0954011646 – e-mail: ufficio.stampa@provincia.ct.it

Evento. Giornata Mondiale del Libro 2010 e del Diritto d'Autore alla Biblioteca Comunale di Piazza Armerina.

Nella giornata del 23 aprile si celebra la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore e tutte le biblioteche statali vi partecipano proponendo delle iniziative culturali di gran pregio e spessore che possano sensibilizzare alla cultura del libro e del bene letterario come un patrimonio da salvaguardare e difendere ma anche come un patrimonio di carattere sociale che si rende simbologia della liberà di pensiero che ogni uomo ha e che può manifestare senza limiti censori.
In questo quadro generale si inserisce l’opera didattico-culturale della Biblioteca Comunale “Alceste e Remigio Roccella” di Piazza Armerina. Sono giorni di grande flussi nel complesso culturale da parte soprattutto di scolaresche che, invitate dal Consiglio di Biblioteca e dal Direttore Angelo Mela, vengono guidate in un percorso interattivo alla scoperta della splendida struttura nel suo aspetto, naturalmente, bibliografico. Infatti gli studenti, attorniati dagli stucchi dell’antico convento dei Gesuiti, hanno la possibilità di conoscere il bene librario nella sua evoluzione storica, seguiti dall’appassionato dott. A. Acquachiara, osservando direttamente manoscritti e testi del ‘300 o splendidi incunaboli del ‘400 o persino prime stampe del ‘500 fino ai libri moderni nelle loro più svariate funzionalità come il libro degli odori per i disabili della vista. Insomma, la storia dei libri non si è mai resa così affascinante e vicina con l’approccio pratico di toccare con mano ciò che normalmente si conosce in via teorica. Non solo. A ciò si unisce anche la splendida possibilità di conoscere i beni archeologici dell’antiquarium della Biblioteca di Piazza Armerina. Cocci greci e romani, statuette splendidamente conservate ed antiche e un saggio approfondimento numismatico del periodo greco siciliano rendono la visita ancora più preziosa ed interessante, soprattutto grazie all’egregia spiegazione dell’Archeologa E. Giampiccolo. Infine ecco il poeta, Signor Pino Testa, del vernacolo dialettale della città di Piazza Armerina, che con le sue poesie recita di quel gallo-italico che fa del dialetto piazzese un unicum nel contesto linguistico siciliano.
A questa splendida iniziativa si unisce l’ambiente storico-culturale ed il patrimonio bibliografico della struttura che comprende ben 38.000 volumi con un fondo di libri antichi tra i più importanti della Sicilia, un Archivio storico di grande pregio. A ciò si affianca una ricca Emeroteca con quotidiani regionali e nazionali raccolti dal 1981, una Videoteca con documentari e beni cinematografici vari ed una Mediateca.
Il lavoro all’interno della Biblioteca è egregiamente condotto dal dott. Angelo Mela che con grande senso del dovere e grande dedizione ha costruito ciò che la Biblioteca Comunale di Piazza Armeri
na è oggi, ovvero un centro culturale di garantita professionalità e completezza nei contenuti che offre ai suoi visitatori.
Gli orari di apertura, per poter visitare la Biblioteca, sono dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle 14,00 di mattina. Nelle ore pomeridiane il lunedì ed il mercoledì dalle ore 15,00 alle ore 18,00. La sede è in via Vittorio Emanuele, 20 nell’antico Collegio dei Gesuiti. Numeri telefonici per avere informazioni: Direzione: 0935/686177 – 0935/982257 Segreteria: 0935/982262 – 0935/982625 fax 0935/982257 Posta elettronica: biblioteca@comunepiazzaarmerina.it
Alcune foto dell'evento...


Flavio Mela

Eventi&Mostre. La Madonna delle Vittorie di Piazza Armerina. Dal Gran Conte Ruggero al Settecento.

All’interno dei locali del Museo Diocesano di Piazza Armerina, accanto alla maestosa Cattedrale, tiene banco un evento dal grande respiro culturale. Una mostra che tocca profondamente la città dei mosaici e che abbraccia l’humus religioso del suo popolo. Una mostra, “La Madonna delle Vittorie di Piazza Armerina. Dal Gran Conte Ruggero al Settecento”, che porta ad esibire l’icona bizantina dove è ritratta la cosiddetta Maria Santissima delle Vittorie, venerata da secoli dai piazzesi. Un evento organizzato dalla Soprintendenza BB CC AA di Enna in collaborazione con la Diocesi di Piazza Armerina e con il contributo dell’Associazione Domus Artis destinato a essere meta di centinaia di visitatori da ogni parte della Sicilia.Il percorso della mostra si apre proprio con l’icona di Maria Santissima delle Vittorie (VIII secolo) che la tradizione vuole consegnato da Papa Niccolò II al Conte Normanno Ruggero d’Altavilla come simbolo da portare in campo contro i Saraceni di Sicilia. Successivamente tale icona fu consegnata al popolo dell’antica Platia (nome antico di Piazza Armerina) per il grande sostegno bellico che diedero nelle feroci battaglie nei territori del circondario di Enna. I Piazzesi custodirono gelosamente tale “Vessillo” ma la distruzione operata da Guglielmo il Malo nel 1161 del borgo piazzese (ricostruito successivamente nel 1163) a seguito di una rivolta contro lui stesso fece disperdere la santa effige. Solo nel XIV secolo, quando la Sicilia fu stretta dalla morsa della peste, un monaco, di nome Giovanni Candilia, sognò miracolosamente dove era seppellita la “Madonna”. Leggenda e tradizione vogliono che una volta riscoperta, l’icona allontanasse il flagello della malattia dalla città. Durante l’anno l’icona di “Maria Santissima delle Vittorie” è custodita, protetta da un seicentesco pettorale d’argento, all’interno della Cattedrale dove viene venerata sensibilmente dalle preghiere dei Piazzesi. La mostra non è comunque solo questo come viene descritto dall’Ufficio Stampa dei Beni Culturali della Diocesi.“L’icona bizantina della Cattedrale piazzese comparirà fra le altre preziose Madonne medievali con la stessa iconografia cipriota della Kikkotissa: le Madonne laziali del Museo Diocesano di Velletri e del Museo Civico di Viterbo, anch’esse del XIII secolo, la Madonna delle Vergini della Pinacoteca di Bari e la Madonna dell’Alemanna della chiesa madre di Gela – di solito non visibile eccetto che nel giorno della processione – che viene qui presentata per la prima volta. A chiarimento della cultura in cui la Madonna delle Vittorie è stata prodotta, saranno esposti alcuni affreschi staccati dello stesso periodo provenienti dalla chiesa di Sant’Andrea nella stessa città, ed altri mediante macrofotografie. In questo ambito medievale riferito alla Sicilia centrale, saranno presentati anche alcuni documenti inediti di pittura ad affresco – quali i piccoli affreschi della chiesa di Santa Maria di Piazza Vecchia – e su tavola come la Madonna col Bambino in trono della chiesa di Maria SS. Assunta a Troina, entrambi espressione di un indirizzo più progredito verso la cultura gotica. Un capitolo importante della mostra sarà poi costituito dalla diffusione del culto dell’icona alimentato dalle Riforme del Quattrocento – di cui sarà esemplificativo l’affresco staccato con la Madonna col Bambino della chiesa di S. Pietro a Piazza – e soprattutto dagli orientamenti della Controriforma Cattolica, nell'ambito della quale viene posto l'accento sulle fonti gesuitiche e francescane con la presenza di alcune secentine, sul coinvolgimento di alcuni nobili mecenati come Marco Trigona, e sui riflessi sulle opere d'arte del Seicento e del Settecento, quali dipinti su tela, parati e arredi sacri e opere di argenteria; un settore della mostra sarà infine dedicato alla storia della costruzione – attraverso l’esposizione del plastico e del disegno della cupola – della vicina Cattedrale, che sarà parte integrante del percorso espositivo sia come architettura che come sede di alcune opere strettamente legate ai temi della mostra. (Paola Nicita – Ufficio Stampa)”. La mostra è possibile visitarla nei pressi del Museo Diocesano (Piazza Armerina) ogni giorno, fino al 27 febbraio 2010, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 15.30 alle 18.30, dal martedì alla domenica. Il lunedì è chiuso. L'ingresso è libero.Per ulteriori informazioni rivolgersi al numero 0935/85622.
FLAVIO MELA


Evento. "Festa del Libro" nell'antica Biblioteca di P. Armerina. (Conclusa)

Nella serata di ieri è stata inaugurata la "Festa del Libro" ( dal 04 al 06 agosto) presso la prestigiosa Biblioteca Comunale "Alceste e Remigio Roccella" di Piazza Armerina, ex Collegio dei Gesuiti. E' la prima volta che un tale evento si svolge nella cittadina ma ha già riscosso un gran successo e all'interno dell'atrio è stato possibile veder diversi partecipanti. In collaborazione, naturalmente, con il Comune di Piazza Armerina, hanno contribuito alla realizzazione della "festa" ben undici illustri case editrici siciliane ovvero EDAS, Città Aperta, Il Lunario, Edizioni Lussografica, Bonfirraro Editore, la fondazione Giuseppe Fava, Armando Siciliano Editore, Flaccovio, l'Editore Negretto di Mantova, Fondazione Piccola di Calanovella e Lombardi Editore. Ogni stand presenta i suoi testi ma v'è un "coro" che canta della cultura siciliana. Questo è il vero significato dell'evento. Infatti notevoli sono i testi che parlano di cultura siciliana nelle sue diverse sfaccettature. E' possibile riscoprire antiche tradizioni con testi di natura etnografica, antropologica e folklorica come è facile ritrovare libri che "rievocano" antichi cibi o ricettari che insegnano dell'arte culinaria, sana e pregiata, degli antichi focolari dell'Isola.V'è anche storia e di questa parlano testi specifici e significativi riguardanti per esempio il periodo della seconda guerra mondiale e dello sbarco sulle coste siciliane degli Alleati ovvero storie di antiche famiglie che lasciarono il segno nelle cronache delle terre sicule. Non mancano oltremodo testi per bambini, romanzi o novelle che parlano di fantasia. La festa del libro si presenta come un grande "crogiuolo" di cultura siciliana che può appassionare chiunque e può rispondere ad ogni interesse.
Durante la manifestazi
oni sono tante le presentazioni di testi nuovi da parte delle case editrici che di certo permetteranno la valorizzazione di vecchi e nuovi autori e la "distribuzione" degli stessi al pubblico.
In conclusione è lecito e doveroso invitare a tale evento se si vuol avere l'emozione di poter sfogliare un buon libro nel silenzio di un paesaggio storico ed antico quale quello della Biblioteca di Piazza Armerina.
Si ricorda che la "Festa del Libro" si concluderà il 6 agosto 2009, alle ore 22.00
Flavio Mela

Evento. Oltre il Cuore di Sicilia. Summer School in Ecoturismo. Un ponte tra Libia ed Italia per la valorizzazione dell'Ambiente.

Dal 21 luglio al 1 agosto si è svolta, presso Catania, la prima edizione della Summer School in Ecoturismo, un progetto che si è prefissato il compito di creare una collaborazione scientifica tra Libia e Italia non solo per la tutela dei Parchi e delle risorse ambientali ma anche, e soprattutto, per la fruibilità degli stessi in termini di turismo sostenibile e valorizzazione "sana" dei territori. La "scuola" è nata dall'intesa tra gli Atenei di Catania e l'Università Al-FAteh di Tripoli (Nello specifico ecco gli enti interessati: Cutgana, Ersu, Cus Catania, Ente Parco dell'Etna, Ente Parco dell'Alcantara, Ufficio speciale regionale "Aree ad elevato rischio di crisi ambientale", Comune di Melilli, Amp Isole Ciclopi, Cdl in Scienze ambientali, Dipartimento di Biologia Animale "M. La Greca", Dipartimento di Zoologia Università di Alfateh (Tripoli, Libia), Ispettoria Salesiana Sicula, Fondazione Universitaria Italo-Libica, Provincia Regionale di Catania, Facoltà di Scienze Politiche e Scuola Superiore).
Durante la prima settimana gli studenti del corso hanno affronta
to tematiche importanti come la gestione di aree protette grazie all'ausilio di docenti e specialisti, italiani e stranieri, del settore e la loro grande esperienza nell'ambito dell'ecoturismo in particolare della ideazione, realizzazione e fruizione di itinerari ecoturistici nelle aree protette (Nello specifico. - Il turismo ecologico - Stato dell’ambiente e finalità della educazione ambientale - Tecniche e tecnologie per la educazione e la comunicazione ambientale - Sistemi di aree protette nell’area mediterranea - La funzione degli eco-musei - Tecniche e modalità di ideazione e allestimento degli ecomusei - Modalità di ideazione degli itinerari ecoturistici - La sentieristica nelle aree protette - L’osservazione naturalistica - La fruizione ambientale integrata sostenibile).
La seconda settiman
a ha visto i partecipanti coinvolti in laboratori e lezioni all'aperto che hanno avuto come paesaggi diversi luoghi della Sicilia come l'area marina dell'"Isola dei Ciclopi", il parco dell' "Alcantara", la grotta del Monello nella zona Iblea, il laboratorio naturalistico di San Gregorio (CT), il Parco dell'Etna, le cave di pietra di Melilli e molti altri splendidi paesaggi dell'Isola.
La scuola si è presentata come una grande "vetrina" culturale ma soprattutto una splendida esperienza sociale. Italiani e Libici, studenti e professori, hanno dato sfogo ad una sentita integrazione tra i due gruppi. Il bene comune, "la cultura e la collaborazione scientifica", è stato il substrato che ha condotto i due gruppi a condividere esperienze importanti anche per i rapporti tra le due culture, formulando la concezione di un "team" unico. La "Summer School" è un prodotto che, secondo il dire degli organizzatori, potrà essere rinnovato nell'anno seguente e non manca la probabile ideazione di un viaggio direttamente n
elle terre della Libia da parte degli italiani.
A conclusione della "Summer School" ogni partecipante ha ricevuto l'attestato di presenza e di partecipazione al corso.
A seguire i nomi dei docenti, italiani e libici, e dei partecipanti alla "School".
Docenti. Concetto Amore, Angelo Messina, Alfredo Petralia, Sebastiano Giuffrida, Ca
rlo Fortunato, Matteo Fusilli, Emanuele Mollica, Antonino Cuspilici, Xavier Abril, Mohamed Sghayer, Abubaker Swehli, Nuri Barbash ed Esam Aburas.
Partecipanti.
Angelo Cardella, Rachele Castro, Carmen Impelluso, Flavio Mela, Simone Musumeci, Barbara Pricoco, Adriano Russo, Davide Scornavacca, Maria Teresa Cordici, Leyla Recupero Trovato, Mohamed Elhosk, Ibrahim Taboni, Alì Berbash, Hosamedin Krew, Fawzi Ahmed Said, Mohamed Sharif.

Flavio Mela

Eventi & Mostre. Cantieri didattici aperti. Restauri opere d'arte a Piazza Armerina.

Dal 17 Luglio, presso il cortile del Museo Diocesano di Piazza Armerina sarà possibile entrare nel vivo di un'attività di restauro su opere d'arte sacra antiche. Si tratta di un evento molto particolare che nasce dalla collaborazione tra la Diocesi di Piazza Armerina, l'ass. culturale "Domus Artis" e il Comune di Piazza Armerina e che prende il nome di "Cantieri didattici aperti. Restauri opere d'arte a Piazza Armerina". Al progetto ha aderito la Scuola d’Arte e di Mestieri “Nicolò Zappaglia” del Comune di Roma. Tecnici ed esperti di questa eccelsa Scuola non solo lavorano di fronte al pubblico ma sono a disposizione dello stesso se e qualora è necessario chiarire qualche dubbio. Infatti è possibile, cosa straordinaria, interagire direttamente con il restauratore per capire, per esempio, la modalità di lavoro o le tecniche usate.
Sottoposte all'intervento di questa attavità sono alcune opere, del '700 ed '800, custodite nel Museo Diocesano ma appartenenti non solo a chiese della città di Piazza Armerina ma anche di Valguarnera Caropepe. Tra queste alcuni ritratti, tondi, di cardinali dell'Ordine dei Teatini, tre pregiati marmi due dei quali con rilievi molto interessanti e pregiati, alcune statue di cartapesta ed un Crocefisso della Chiesa di Sant'Anna di Valguarnera.
Informazioni utili
I "cantieri" saranno aperti al pubblico fino al 31 luglio, dalle ore 8.00 alle 20.00, presso il Museo Diocesano, Piazza Duomo, 1 - Piazza Armerina - Tel. 0935.85622
Flavio Mela



Eventi & Mostre. Il Centro Espositivo "Monte Prestami" di Piazza Amerina.

Venerdì 12 giugno è stato istituito presso il centro storico di Piazza Armerina, lungo la via Cavour, il centro espositivo "Monte Prestami". Anticamente il Monte di Prestami era un banco dei pegni fondato nel 1771 da Michele Chiello, chierico e grande benefattore della città, con lo scopo di prestare denaro ai piccoli artigiani, ad operai, braccianti e cittadini indigenti a bassissimo tasso di interesse e per lunghi periodi. Con propria ed autonoma amministrazione, il centro di credito fu attivo fino al XX secolo.
Dopo un non lungo periodo di disuso, l'edificio, proprio sul fianco del Palazzo di Città, sede degli attuali consigli comunali, è tornato al pubblico sotto una diversa e più innovativa veste: un dinamico centro per mostre ed esposizioni.Nata dalla collaborazione tra il Comune di Piazza Armerina e la società consortile Rocca di Cerere, nell’ambito del programma PSL Leader + ed eseguito su progetto dell’Ufficio tecnico del Comune di Piazza, la struttura ha lo scopo esclusivo di accogliere esposizioni sull'artigianato artistico, tipico e tradizionale o sui prodotti della filiera agroalimentare cosicchè venga riqualificato il settore delle produzioni tipiche e della cultura dei territori del Centro Sicilia con una rivalutazione di ambienti antichi come il Monte Prestami che rappresenterà un punto di snodo importante per la trasmissione culturale locale ai flussi turistici della città.
Attualmente è in esposizione la mostra fotografica "Le attività artigiane tradizionali nella terra di Demetra" a cura dell'etnoantropologo e giornalista Claudio Paterna.
Sarà possibile visitare il centro espositivo Monte Prestami nei seguenti orari: da lunedì a domenica ore 10.00 - ore 13.00 e ore 16.30 - 19.30 giorno di chiusura: giovedì Per informazioni rivolgersi al numero 0935 982111 o visitare il sito: www.piazzaexpo.org o mandare un e-mail all'indirizzo piazzaexpo@comunepiazzaarmerina.it
Flavio Mela

Oltre il Centro Sicilia. Eventi & Mostre. Il mondo verghiano nella pittura e scultura del maestro Incorpora. (Conclusa)



Dal 7 maggio, presso il Castello Normanno di Aci Castello (Catania), è possibile visitare la mostra del maestro pittore e scultore Salvatore Incorpora (nato nel 1920 a Gioiosa Ionica). La mostra "Salvatore Incorpora: il mondo verghiano", che dura fino al 2 giugno, è una raccolta di singolari quadri dipinti, disegni e statuine (45 in tutto), tutti raffiguranti personaggi o scene del mondo narrativo di Giovanni Verga. Per capire il perchè del leit motiv verghiano dell'artista si riporta il testo di Domenico Amoroso, curatore della mostra e del catalogo attinente, dell'Associazione Culturale "Incorpora". Un testo che spiega in breve l'ambiente entro il quale l'arte di S. Incorpora si inserisce traendo spunto e "senso d'esistere".

"Sorgerà mai l'Eletto? [...] ( ) se Giovanni Verga fossepittore, e se Federico I )e Roberto fosse acqua/artista! I ; non sorgerà mai l'intelletto fratello?". Così scriveva enfaticanicnte Francesco Fichera nel suo articolo "Per un pittore da venire", in <> del marzo del 1907. Alle soglie del secolo, nell'incipiente affermazione del Liberty e allo scadere nell'arte del verismo post risorgimentale, in una Sicilia sempre in bilico tra conservazione eprogresso, l'invocazione a un Verga pittore esprime il senso di isolamento e incomprensione provato da una larga parte della critica d'arte militante e dallo stesso, seppur sparuto,'pubblico, ma anche la frustrazione di una continua ricerca identitaria ma anche di un ambiguo e noti facile rapporto nell'Isola tra intellettuali e artisti. Da allora l'invocazione verghiana, seppur declinata in maniera diversa, anche nell'accezione negativa, sarà una costante che accompagnerà il dibattito artistico e culturale fin quasi alla soglia degli anni '80 che anche per la Sicilia sembrano rappresentare uno spartiacque invalicabile tra passato e presente. Ampiamente partecipe è Salvatore Incorpora che dalla Calabria nativa, per un doloroso percorso di guerra e di prigionia che lo porterà ad Atene, Varsavia, Praga, Berlino, Vienna, approda in Sicilia, a Messina e poi, definitivamente, tra Catania e Linguaglossa. In un contesto appartato ma per nulla isolato, se i suoi rapporti ulturali e artistici annoverano gli incontri con Corrado Alvaro, Francesco Messina, Giuseppe Migneco, Antonio Corsaúo, Sebastiano Milluzzo, Leonardo Sciascia, Vito Librando, Carlo 1,evi e molti altri ancora. Nella voglia di sperimentare e nella costanza di un pressante impegno sociale e civile, nella tensione verso una conciliazione tra ruolo dell'intellettuale e ruolo dell'artista, di arti visive e scrittura, di politica e poesia, assume una posizione centrale l'impatto, e quindi il lunghissimo sodalizio con il molto amato ciclo verghiano che affiora intenso alla metà degli anni '60. E un fil rouge che l'artista mm abbandonerà mai e che risulterà particolarmente congeniale non solo al suo carattere e alla sua stessa identità artistica, ma anche alla sua ricerca esistenziale e politica; ponendosi quasi come una linea principale da cui possono prodursi, e si dipartono, le ali dell'impegno e della denuncia e quelle della dimensione religiosa e sacra, che miracolosamente convivono.
Domenico Amoroso (dal testo in catalogo)

Consigliata mostra e molto suggestiva soprattutto se il paesaggio è un mare splendido ed una roccaforte molto antica come il Castello Normanno di Aci Castello.
La mostra resterà aperta fino al 2 Giugno.
Per informazioni rivolgersi al numero: 095/271026

Flavio Mela


Eventi & Mostre. Sulla via di Damasco. Mostra didattica e culturale su San Paolo (Concluso)



Da oggi fino al 15 Maggio sarà possibile visitare presso la sede del Museo Diocesano di Piazza Armerina, nei pressi della Cattedrale, la mostra didattica dedicata alla vita e alla figura di San Paolo. La mostra è itinerante e dopo un soggiorno a Siracusa è possibile adesso visitarla a Piazza Armerina (EN). Promossa dal Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei e realizzata da Itaca, società editrice e di promozione culturale, essa si colloca all’interno delle manifestazioni inerenti all’Anno Paolino come strumento per far conoscere la biografia e anche e soprattutto l’insegnamento del Santo a cui, Benedetto XVI dice, ogni fedele deve fare riferimento per “imparare la fede”.
Il percorso della mostra si articola in due sezioni ed in un epilogo. La prima sezione è composta da una serie di pannelli che, tracciando dei punti chiave tratti dagli “Atti degli Apostoli”, illustrano gli episodi principali della vita di San Paolo, come per esempio la famosa caduta sulla via di Damasco che rappresenta il fulcro del cambiamento di vita del “fu” Saulo o i viaggi in lungo ed in largo per l’intera Asia minore, Cipro fino ad arrivare a Roma che fecero del santo uno dei più grandi “attivisti evangelici” per la divulgazione della parola di Cristo, soprattutto tra le genti di religione pagana).
Nella seconda s
ezione del percorso i pannelli parlano al visitatore dell’umanità di Paolo e la sua personalità. San Paolo, grande portavoce della parola di Dio, diviene vessillo della salvezza di Cristo e non mancano episodi difficili soprattutto quando il santo si trova a confrontarsi con la cultura giudaica e quella ellenistica.
Infine l’epilogo che ri
assume la missione della Chiesa nel mondo (nell’esempio di San Pietro e San Paolo) come “nuova città” dove si concretizza l’unità tra fratelli, resa possibile dal Vangelo di Cristo.
La mostra, oltre ad offrire al visitatore dei contenuti significativi sui quali riflettere, è impreziosita con
le immagini stupende di siti archeologici (riguardanti i luoghi della vita di San Paolo) e di ritratti o quadri che raffigurano episodi della vita del santo. Importantissime queste immagini soprattutto per quel che riguarda la seconda sezione dei pannelli, poiché è decisamente visibile, nei ritratti soprattutto, l’accuratezza che i grandi maestri dell’arte (Carraci, Caravaggio, Rembrandt) hanno voluto dare al volto di Paolo, cercando di interpretare in immagine il sofferto travaglio interiore e il cambiamento o la risolutezza del fedele propri di un uomo che da persecutore è divenuto un grande estimatore della carità cristiana.
Per concludere, la
mostra didattica è circondata da significativi quadri (veri) provenienti da alcune chiese del centro Sicilia e aventi come soggetto, naturalmente, san Paolo.
Da poco aperta
, la mostra ha avuto già diversi visitatori tra i quali anche delle scolaresche che, una volta dentro, sono stati accompagnati da guide esperte per tutta la durata del percorso.
Gestita dall’asso
ciazione “Domus Artis”, dall’ Ufficio per l’arte sacra e BB.CC. EE., dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mario Sturzo” e dall’Ufficio Catechistico Scolastico, la mostra didattica “Sulla via di Damasco” è un’esperienza, oltre che ricreativa e culturale, anche suggestiva e di riflessione personale.

La mostra è aperta tutti i giorni (fino al 15 maggio) e l’ingresso è libero. Orari di apertura e chiusura: Mattina – 9.30/12.30 Pomeriggio – 16.30/20.00 Per informazioni o visite guidate gratuite si possono chiamare i seguenti numeri: 0935/680113 o 0935/685987

Flavio Mela