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Flavio R.G. Mela

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Oltre il Centro Sicilia. Eventi & Mostre. Il mondo verghiano nella pittura e scultura del maestro Incorpora. (Conclusa)



Dal 7 maggio, presso il Castello Normanno di Aci Castello (Catania), è possibile visitare la mostra del maestro pittore e scultore Salvatore Incorpora (nato nel 1920 a Gioiosa Ionica). La mostra "Salvatore Incorpora: il mondo verghiano", che dura fino al 2 giugno, è una raccolta di singolari quadri dipinti, disegni e statuine (45 in tutto), tutti raffiguranti personaggi o scene del mondo narrativo di Giovanni Verga. Per capire il perchè del leit motiv verghiano dell'artista si riporta il testo di Domenico Amoroso, curatore della mostra e del catalogo attinente, dell'Associazione Culturale "Incorpora". Un testo che spiega in breve l'ambiente entro il quale l'arte di S. Incorpora si inserisce traendo spunto e "senso d'esistere".

"Sorgerà mai l'Eletto? [...] ( ) se Giovanni Verga fossepittore, e se Federico I )e Roberto fosse acqua/artista! I ; non sorgerà mai l'intelletto fratello?". Così scriveva enfaticanicnte Francesco Fichera nel suo articolo "Per un pittore da venire", in <> del marzo del 1907. Alle soglie del secolo, nell'incipiente affermazione del Liberty e allo scadere nell'arte del verismo post risorgimentale, in una Sicilia sempre in bilico tra conservazione eprogresso, l'invocazione a un Verga pittore esprime il senso di isolamento e incomprensione provato da una larga parte della critica d'arte militante e dallo stesso, seppur sparuto,'pubblico, ma anche la frustrazione di una continua ricerca identitaria ma anche di un ambiguo e noti facile rapporto nell'Isola tra intellettuali e artisti. Da allora l'invocazione verghiana, seppur declinata in maniera diversa, anche nell'accezione negativa, sarà una costante che accompagnerà il dibattito artistico e culturale fin quasi alla soglia degli anni '80 che anche per la Sicilia sembrano rappresentare uno spartiacque invalicabile tra passato e presente. Ampiamente partecipe è Salvatore Incorpora che dalla Calabria nativa, per un doloroso percorso di guerra e di prigionia che lo porterà ad Atene, Varsavia, Praga, Berlino, Vienna, approda in Sicilia, a Messina e poi, definitivamente, tra Catania e Linguaglossa. In un contesto appartato ma per nulla isolato, se i suoi rapporti ulturali e artistici annoverano gli incontri con Corrado Alvaro, Francesco Messina, Giuseppe Migneco, Antonio Corsaúo, Sebastiano Milluzzo, Leonardo Sciascia, Vito Librando, Carlo 1,evi e molti altri ancora. Nella voglia di sperimentare e nella costanza di un pressante impegno sociale e civile, nella tensione verso una conciliazione tra ruolo dell'intellettuale e ruolo dell'artista, di arti visive e scrittura, di politica e poesia, assume una posizione centrale l'impatto, e quindi il lunghissimo sodalizio con il molto amato ciclo verghiano che affiora intenso alla metà degli anni '60. E un fil rouge che l'artista mm abbandonerà mai e che risulterà particolarmente congeniale non solo al suo carattere e alla sua stessa identità artistica, ma anche alla sua ricerca esistenziale e politica; ponendosi quasi come una linea principale da cui possono prodursi, e si dipartono, le ali dell'impegno e della denuncia e quelle della dimensione religiosa e sacra, che miracolosamente convivono.
Domenico Amoroso (dal testo in catalogo)

Consigliata mostra e molto suggestiva soprattutto se il paesaggio è un mare splendido ed una roccaforte molto antica come il Castello Normanno di Aci Castello.
La mostra resterà aperta fino al 2 Giugno.
Per informazioni rivolgersi al numero: 095/271026

Flavio Mela


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