
Nicolò Placido Branciforti e la fondazione di Leonforte del Dottore Maurizio Li Destri
Nei secoli XVI, XVII e XVI

“fu di molto elevato e grande ingegno e illustre, eccellente, e magnifico […] Di Leonforte furon da lui fatti le fabbriche del castello, della matrice chiesa, del convento dei Cappuccini, della cavallerizza […] il giardino di aranci, limoni e frutti, splendido di fontane […] girò il mondo con alcuni suoi fidati servi, e dove potevan essere scoperti si faceva da quelli trattare da eguale, ma senza si lasciasse il decoro e la riverenza dovuta al signore […] così da cavaliere errante visitò quasi tutta l’Europa, e fu ben trattato e onorato alla casa dell’imperatore di Alemagna non potendosi occultare la nobiltà della sua vita e persona”
Nicolò Placido oltre ad essere primo principe di Leonforte ricoprì numerose cariche pubbliche che ne accrebbero il prestigio e il potere come deputato del Regno, Vicario Generale del Val di Noto, Pretore di Palermo e Stratigoto di Messina. Prima che Nicolò Placido desse il via all’edificazione del paese esistevano, vicino ai mulini, un gruppo di casupole che servivano da abitazione ai coloni. C’era pure una piccola cappella, officiata dai monaci Carmelitani Scalzi di Assoro, e un ospizio. Secondo una relazione fatta stilare da Nicolò Placido nel 1651, si iniziò a edificare il paese nel 1608. Le costruzioni a carico del principe riguardarono: cinquecento case, un palazzo e una stalla, diverse chiese, mulini e un magazzino. La pianta urbanistica dell’abitato leonfortese risulta caratterizzata da un asse principale, il Cassero (oggicorso Umberto I), ma con più di una piazza importante. Inoltre, a questo schema deve aggiungersi una restante parte, posta a sud, che non presenta i caratteri di regolarità della maglia ortogonale. Il centro storico di Leonforte è frutto di un’elaborazione urbanistica distinta in almeno due fasi. In un primo momento vennero realizzate unità abitative nella zona di sud-est, che si andarono ad aggiungere alle costruzioni preesistenti alla fondazione. Questa zona presenta, infatti, un’urbanistica di tipo medievale. In un secondo momento, a causa del notevole afflusso dei coloni, si rese necessario rielaborare l’originario progetto. Fu in questa fase che venne data al paese una struttura urbana lineare, rispettosa di regole matematiche e geometriche, tanto congeniale alla cultura rinascimentale del principe. Venne cosi a strutturarsi un tessuto urbanistico a maglia ortogonale che:«dà a Leonforte un grande senso di dignità urbana. Come in una grande capitale, ma in una scala in miniatura, la via principale scende giù gentilmente in una linea diritta sino al Palazzo Branciforti attraverso la rotonda piazza Regina Margherita…»
Nella parte bassa del paese, al di sotto del quartiere che presenta, come detto, caratteri urbanistici medievali ed alle spalle della Granfonte, Nicolò Placido fece costruire tante altre pregevoli opere monumentali. Si tratta di quell’area, ricca di sorgenti naturali, in cui Nicolò Placido Branciforti e i suoi architetti realizzarono, nella fase finale di costruzione del paese, un artifizio scenico che è stato definito “Il teatro delleacque”. All’interno di un parco-giardino ormai abbandonato, si conservano i resti di alcune fontane monumentali di pregevole valore artistico. Il parco-giardino si estendeva alle spalle di piazza Sottana, la quale venne concepita come elemento urbanistico in funzione dei bisogni della collettività. Il Convento del Terzo Ordine di San Francesco (oggi distrutto), la Chiesa di Maria Santissima del Monte Carmelo (primo ufficio anagrafico del paese), il fondaco, le botteghe, i magazzini e le stalle, oltre ad un muro perimetrale, caratterizzavano quest’importante piazza sempre animata dall’andirivieni degli animali che venivano condotti all’abbeveratoio. Inoltre, piazza Sottana, fin dai primi decenni dalla fondazione del paese, fu vissuta da leonfortesi e forestieri come luogo deputato ai baratti, ai commerci, o anche per combinare matrimoni. Un’altra piazza fondamentale nell’urbanistica del paese era piazza Soprana, sulla quale prospettava (e prospetta tuttora) palazzo Branciforti. Questa piazza rappresentò, sin dai primi decenni del ’600, l’angolo aristocratico del paese. Nel 1609 venne iniziata la costruzione del maestoso palazzo Branciforti. Accanto ad esso venne edificata, con funzioni di cappella palatina, la chiesa di Sant’Antonio da Padova. Verso la metà del secolo XVII Nicolò Placido e il figlio Giuseppe tracciarono sul percorso del Cassero, a circa 250 metri a nord del palazzo, una piazza circolare destinata a costituire il polo commerciale di Leonforte. La realizzazione di questa piazza, detta del Mercato (l’attuale piazza Regina Margherita), rese necessario operare sventramenti nella collina a ovest della strada. Nel giro di qualche decennio la piazza acquisì un’importanza sempre maggiore attirando operatori commerciali da tutta l’Isola. Nonostante l’urbanistica di Leonforte rispondesse a criteri rinascimentali, nel 1624, a causa del propagarsi della peste in Sicilia, Nicolò Placido fece cingere il centro abitato di mura. Nella cortina muraria vennero collocate le porte Palermo, del Crocefisso, di San Filippo e una quarta porta della quale non resta traccia.
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