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Flavio R.G. Mela

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Miti e Leggende. Sulle orme di Ercole...ad Agira

Paesaggio di Agira

Il famoso storico Diodoro Siculo, noto nell’antichità, ebbe i propri natali proprio ad Agira. E’ grazie a lui che si è tramandata nel corso dei secoli la tradizione secondo cui il mitico Ercole arrivò nel centro Sicilia . Si narra che qualche tempo prima Ercole aveva affrontato la sua decima fatica: sottrarre i buoi a Gerione, gigante con tre corpi e tre teste. Riuscendo a colpire con una sola freccia i tre cuori nei petti del gigante, portò via il bestiame. Successivamente, vagando per la Sicilia, di ritorno verso la Grecia, l’eroe greco si diresse verso l’interno dell’isola, sbaragliando le truppe degli antichi ed indigeni Sicani. Insieme a lui c’era anche il nipote Iolao, figlio di Ifikle, fratello gemello di Ercole. Avvicinandosi proprio nei pressi di Agira, l’eroe fu accolto da una delegazione della città, che lo accolse con grandi onori, invitandolo persino a sostare. 
Con grande stupore, narra Diodoro, le orme dei passi di Ercole e degli zoccoli dei buoi di Gerione si impressero lungo la via che portava al centro di Agira. Fu la prima volta che Ercole ricevette onori divini e sacrifici, tanto da accettare di rimanere ospite della popolazione agirina insieme ai suoi uomini. Per ringraziare dell’ospitalità ricevuta, Ercole volle sdebitarsi con Agira costruendo davanti alla città un lago che aveva un perimetro di quattro stadi (poco meno di 1 Km) e ordinò che fosse ricordato con il suo nome. Inoltre, costruì un recinto sacro in onore di Gerione, a cui consacrò anche il bosco nei pressi di Agira. Costruì un tempio anche per Iolao, che aveva preso parte all’epica impresa e volle che la città onorasse il nipote con tributi annuali. Entrambi i culti vennero osservati fin nell’epoca di Diodoro, come rivela lo stesso storico. Ercole istituì persino feste e riti, come i giochi eraklei. 
Cosa resta dei templi e degli ambienti sacri dedicati ad Ercole, Iolao e Gerione? Purtroppo nulla. La continuità dell’abitato nei secoli seguenti ha determinato che tutte le strutture antiche, sacre e civili, perdessero ogni loro traccia, come anche il lago di Ercole di cui narra il mito. 

 In onore di Iolao

Ricordato sempre come il compagno d’armi di Ercole, il prode Iolao ebbe ad Agira un suo culto e persino un tempio. Con ricorrenza annuale, la festa dedicata a Iolao coincideva, molto spesso, con quella dedicata allo zio. Secondo  quanto riportato da Diodoro , era usanza che ai bambini si lasciassero crescere i capelli in onore di Iolao. E se per caso gli stessi non partecipavano ai riti con devozione, subito avrebbero perso la parola e avrebbero perso ogni vigore. Al contrario, chi tra i ragazzi era ammalato, ma si dimostrava fedele al culto, subito sarebbe guarito. Durante le feste, quando gli adolescenti diventavano uomini, ecco che i loro lunghi capelli venivano tagliati per essere sacrificati a Iolao.  A questi era dedicato anche un tempio, che si ricorda essere stato costruito da Ercole in persona. 



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