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Flavio R.G. Mela

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Musei & Parchi. Parco Minerario Floristella Grittacalda: una memoria da salvaguardare.



Quello che oggi vi proponiamo è il Parco Minerario di Floristella Grottacalda che si trova nel tratto da Piazza Armerina e Valguarnera Caropepe. La protezione, conservazione e difesa del complesso minerario zolfifero è di competenza dell'Ente Parco che ha sede proprio all'interno dell'ex miniera Floristella. Un nostro lettore, il signor Riccardo Calamaio che dell'ente fu vice-presidente, ha voluto inviarci un articolo che lui stesso ha scritto per la rivista Kalos all'inizio del 2009 riguardante proprio questo Parco che assume nel contesto del territorio sia un bene di carattere storico ma anche di grande valenza ambientale. Proprietà di memoria storica, il Parco assume un significato sociale poichè a causa del lavoro in miniera molti furono gli episodi sociali gravi come il disfacimento della salute dei minatori, i tremendi incidenti legati al cedimento di gallerie sotterranee, o, ancora più terribile, il lavoro minorile che fu prontamente utilizzato per il difficile lavoro all'interno degli angusti cunicoli sotterranei. Di seguito vi riportiamo l'articolo con stupende immagini dell'epoca (fornite dallo stesso autore dell'articolo) legate alla lavorazione dello zolfo o a edifici (oggi ristrutturati) che ne fecero da paesaggio.

" Il Feudo di Floristella era una sezione della Baronia di Gallizzi situata in Val di Noto, territorio Castrogiovanni (allora provincia di Caltanissetta), Giuseppe Grimaldi lo acquistò nel 1573 da Fabrizio Branciforte, Conte di Mazzarino. Nel 1781 fu acquistato dal Barone Pennisi di Acireale il cui nipote ed erede, Salvatore Pennisi, nel 1899 fu riconosciuto Barone di Floristella. L’attività estrattiva dello zolfo ebbe inizio intorno al 1700 per cessare definitivamente nel 1986.
Per non disperdere e tutelare il patrimonio culturale che i luoghi rivestono, la Regione Siciliana ha istituito (L.R. n° 17 del 15 maggio 1991) l’’Ente Parco Minerario Floristella-Grottacalda. E’ un ente di diritto pubblico con sede nella ex miniera Floristella (Enna – Piazza Armerina) con le finalità di tutela e conservazione dell’area Floristella-Grottacalda ed il recupero di Palazzo Pennisi. La sua gestione è stata affidata alla Regione Siciliana, alla Provincia Regionale di Enna ed ai Comuni di Enna, Aidone, Piazza Armerina e Valguarnera. Complessivamente l’area del Parco si estende per oltre 400 ettari divisi tra Floristella e le sue pertinenze, già sottoposte a vincolo di tutela culturale e ambientale, e l’area Grottacalda di proprietà privata non ancora acquisita e vincolata. Sono ancora visibili le antiche “discenderie” (circa 180) di accesso alle gallerie sotterranee, i tre “pozzi” di estrazione con i relativi “castelletti” completi di sale argano (il più antico risalente al 1868); le più antiche “calcarelle” ed alcuni “calcaroni” adottati industrialmente intorno al 1850.
Il Parco Minerario rappresenta uno dei più importanti siti di archeologia industriale esistenti nel Mezzogiorno d’Italia ed una delle più grandi, antiche e significative aree minerarie di zolfo della Sicilia. Può considerarsi un particolare museo all’aria aperta , testimonianza di due secoli di società solfifera frammista a patrimonio naturalistico e culturale.
Un patrimonio culturale d' inestimabile valore ed interesse, poichè oltre all'ambiente ed alla storia del complesso minerario, coinvo
lge tutto il circostante comprensorio, con i siti archeologici di Morgantina e della Villa Romana del Casale. A questo interesse va aggiunto quello naturalistico da valutare nel contesto di un paesaggio umanizzato. Anche se il territorio presenta segni dell'influenza antropica ed una palese trasformazione del paesaggio naturale, si può evincere una certa tendenza alla ricostituzione spontanea di taluni aspetti significativi di vegetazione dell'area limitata al perimetro del Parco. Sempre in ambito naturalistico particolare menzione meritano la sorgente di acque sulfuree che alimenta il rio Floristella e, soprattutto, le emissioni continue di metano e acqua salata e ferruginosa, sgorganti con piccola portata da alcune bocche tra loro vicine dette “Maccalube” o vulcanelli di fango. Un particolare rilievo, sia nel contesto del parco che per le caratteristiche architettoniche proprie, assume Palazzo Pennisi, vero e proprio cuore del Parco Minerario, che separava idealmente l’antico feudo in due parti: la zona mineraria e la zona agricola. Edificato tra il 1870 ed il 1885, sorge in cima ad un rilievo che domina l’intera area, fu pensato quale fortezza inespugnabile dai minatori in caso di scioperi e rivolte; talché, le numerose aperture sono dotate di feritoie. Sono in atto i lavori di Restauro e musealizzazione del Palazzo, sotto la direzione della Soprintendenza BB.CC.AA. di Enna, con lo scopo di realizzare un Museo Minerario-Antropologico ispirato ai quattro filoni fondamentali che caratterizzano l’area di Floristella e Grottacalda: naturalistico, minerario, storico e architettonico. Inoltre sono in via di ultimazione i lavori per il recupero ed il restauro di alcuni manufatti (pozzo, gallerie, castelletto, argani, etc.), interventi di infrastrutturazione, recupero, tutela, restauro dei percorsi escursionistici e di visita al Parco. L’Ente aderisce al Parco Culturale “Rocca di Cerere” le cui finalità contemplano l’obiettivo dello sviluppo del turismo culturale nel comprensorio in cui opera, con particolare riferimento allo sviluppo del geoturismo nella provincia di Enna. Quale Ente aderente al Parco Culturale “Rocca di Cerere” il Parco Minerario è altresì affiliato alla rete “European Geopark” che collabora con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’UNESCO.

Riccardo Calamaio"

Ringraziando il nostro lettore per questo valevole articolo, vi invitiamo a visitare il sito del Parco Minerario di Floristella- Grottacalda. Per informazioni chiamare il numero 0935/958105 o visitare il sito www.enteparcofloristella.it.

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