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se per caso ami la cultura e l'avventura e vorresti conoscere una terra magica e misteriosa, come la Sicilia, questo è il tuo blog. "Il Veltro", come un "segugio", ti indica la via per raggiungere luoghi affascinanti e antichi, tradizioni e feste popolari d'altri tempi e una e più storie.

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Buona Lettura.

Flavio R.G. Mela

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Archeologia. Sulla collina di Sabucina.

Nei pressi della città di Caltanissetta, si trova uno degli insediamenti greco-siculo più interessante del centro Sicilia: Sabucina. Il sito ha locazione su un pendio collinare ed è disposto a terrazze, assumendo una posizione strategica sul fiume Salso.Insediamento abitato dal Bronzo recente (XIII-XII sec.) fino all'età classica, Sabucina presenta diverse tipologie di abitazioni. All' età del Bronzo tardo (XIII-XI secolo) appartengono almeno quindici capanne a pianta circolare con diametri da 3,5 a 7 metri e costruite con pietrame a secco con copertura straminea.Ad esse si legano, non sempre, dei piccoli annessi di pianta semicircolare o rettangolare. Dello stesso periodo sono anche alcune capanne, nei limiti estremi del villaggio, destinate ad attività artigianali, che dovevano avere una posizione sicuramente marginale rispetto alle aree abitative.Nell'insedimento capannicolo del Bronzo recente il ritrovamento di corna di bovini, arieti e cervidi (cella A dell'ipogeo 1/83, nei pressi capanna 16) ha fatto supporre agli studiosi che lì sono state svolte delle pratiche cultuali agro-pastorali di carattere domestico. Ma non è certo poichè lo stesso ritrovamento potrebbe essere legato ad una sorta di piccolo scarico di ossa di animali.
Abitazioni più recenti, legate al X-IX secolo a.C., hanno una pianta rettangolare bipartita. Interessante tra queste abitazioni la presenza di tombe ipogeiche, sicuramente non coeve al periodo delle case, e riutilizzate durante l'età arcaica. Ancora più recente, ovvero VIII-metà VI sec., è un edificio (D) di probabile destinazione cultuale, con bassa banchina intonacata fornita di due fossette circolari, una delle quali doveva avere uso rituale.
Durante la colonizzazione greca, Sabucina mantiene, come villaggio, una pianta irregolare e,
durante il VI secolo, esso si restringe nella parte sommotale della collina e viene circondato da una cinta muraria. Di quest'ultima, nell'età arcaica fornita da torri semicircolari, restano delle strutture inglobate in un torrione situato all'estremità orientale della fortificazione della seconda metà del V secolo, con torri rettangolari. La distribuzione urbanistica all'interno comprende una strada principale est-ovest, dalla quale si dipartono due vie più piccole e irregolari, convergenti in uno spazio aperto identificato come area pubblica. Un dato importante di influenza greca sono le case che iniziano, alla metà del VI secolo, a divernire ambienti rettangolari che si sviluppano attorno a cortili lastricati forniti di canalette di scolo e cisterne. Naturalmente sia le fortificazioni che il maneggiamento nell'urbanistica del villaggio, presuppongono un interessamento greco attirato soprattutto dalla posizione strategica del sito. A questo si associa anche l'utilizzazione, dal VII al VI secolo, di tre capanne a pianta circolare disposte sul pendio meridionale, di probabile utilizzo sacrale, dove sono state ritrovate statuine, legate al mondo pastorale, e resti di sacrifici animali, come le ossa di maiale che legherebbero l'area sacra a culti di tipo ctonio. Di grande importanza è il cosìddetto Sacello di Sabucina. Esso è un modello di sacello (dal latino sacellum che vuol dire recinto sacro) con cella rettangolare e pronao in antis, rinvenuto insieme ad altri vasi di produzione locale ed attici a figure nere. La decorazione inoltre con figure di cavalieri sul tetto simili ai gruppi acroteriali equestri di Gela e Camarina.
Infine, per tornare alla storia de
ll'insediamento, distrutta intorno alla metà del V sec., Sabucina venne ricostruita un secolo dopo dal condottiero greco Timoleonte e poi abbandonata dopo il 310 a.C., quando la popolazione occupò la zona pianeggiante ai piedi della collina.
Tutti i reperti ar
cheologici ritrovati a Sabucina sono custoditi nello straordinario Museo di Caltanissetta in contrada Santo Spirito. Di seguito si riportano tutte le informazioni per visitarlo e per informarsi circa le visite presso il sito archeologico:
Tel. : 0934 567062 - fax 0934 567086
Orari ingresso : Tutti i giorni 9,00-13,00 e 15,30-19,00, ultimo Lunedì del mese chiuso.
Inoltre per approfondire la vostra conoscenza sui siti e sulla cultura di origine sicana o sicula è consigliato il testo di " ALBANESE PROCELLI R.M., Sicani, Siculi, Elimi: forme di identità, modi di contatto e processi di trasformazione, Milano, Longanesi & C., 2003. "
Flavio Mela



2 commenti:

Sandro da Matera ha detto...

Ciao Flavio...come stai? Spero bene!!!
Ho appena visto il tuo blog "il veltro" e la prima cosa che ho pensato è che
fosse stato realizzato da un professionista del settore in quanto gli
argomenti trattati, il modo in cui sono stati affrontati e, non di meno, il
linguaggio utilizzato sono tipici di una persona formata nel settore quale sei tu.
Degli articoli pubblicati mi sono piaciuti soprattutto quello che parla del
dialetto GalloItalico e quello che parla dei tipici carretti siciliani.
Ho visto poi che hai parlato anche del museo tattile di Catania che ci
mostrasti e di cui ci parlasti durante la nostra visita etnea.


Sandro da Matera

Ainur ha detto...

Ti ringrazio, Sandro, dell'elogio al blog che non fa altro che cercare di dare informazioni cultura nella maniera più tecnica ma anche semplice possibile focalizzando l'attenzione su elementi storici e culturali di cui non è facile venire a conoscenza.

Ti auguro dunque una buona lettura prossima...

Flavio Mela