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Flavio R.G. Mela

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Storia. Ducezio. Eroe dei Siculi ( 465-440 a.C.).

Dopo un lungo periodo durante il quale in Sicilia dominavano le Tirannidi delle grandi città come Siracusa o Agrigento, dal 465 al 405 a.C. si parla di un periodo particolare prima del quale cadono dal trono i più grandi tiranni e si instaurano dei regimi di governo "democratici" da non attribuirgli significato moderno come potere di molti ma come il potere di pochi, dunque una sorta di oligarchia che si faceva garante di rappresentare il popolo. Questo accadde nella seconda metà del V secolo. In Sicilia, come molti sanno, oltre ai Greci risiedevano anche Sicani e Siculi, indigeni di Sicilia, tranne che nella zona della punta occidentale (Trapani, Palermo...) dove erano stanziati i Cartaginesi e gli Elimi, altra popolazione indigena.
A questo processo di ridefinizione dell'assetto socio-politico di Sicilia, la popolazione sicula ne prende parte, trovando il suo rappresentante nella persona di Ducezio. Il mutamente istituzionale a Siracusa, con il passaggio della tirannide dinomenide alla demokratìa moderata, implica anche un cambiamento nelle direttrici di politica estera, ora meno aggressiva nei confronti delle popolazioni circostanti, sia greche che indigene.
Ducezione è esponente di spicco della classe dirigente sicula, ma anche uomo profondamente ellenizzato. Questa duplice essenza culturale gli garantisce l'organizzazione di un movimento "rivoluzionario" compatto e deciso che dalla rivendicazione territoriale passa ben presto ad una di carattere nazionalistico, cosa che minava sicuramente alla stabilità delle città greche della Sicilia orientale.

Non solo. Siracusa "democratica" trova in Ducezio un importante alleato. Nella zona di Aitna, l'attuale piana di Catania, v'erano ancora i mercenari del tiranno di Siracusa Ierone. Questi costituivano per la rinnovata Siracusa un latente focolaio di ribellioni contro il neo-sistema politico. In più, proprio quella zona appartenenva anticamente ai Siculi che poi furono cacciati anticamente proprio dai greci nel 476 a.C. . Insomma, sia Ducezio sia i capi della Siracusa "democratica" avevano interessi comuni a combattere unitamente nella chora catanese.
L'eghemòn dei Siculi, così chiamato Ducezio dai greci per la sua indole di stratega ed ecista, nel 459 riesce ad espugnare la fiorente cittadina di Morgantina e fonda
Mènaion. Due fatti decisamente importanti. La caduta di Morgantina è il primo episodio in cui i Siculi riescono a sconfiggere una piazzaforte ellenizzata, soprattutto se ritenuta inespugnabile. La fondazione della seconda città è il primo episodio di distribuzione delle terre ai neo-cittadini siculi in base alla tradizione tipica delle poleis greche, che sicuramente Ducezio, forte della sua cultura greca, riteneva un grande strumento per il consolidamento della coscienza nazionale del suo popolo, abituato a vivere in siti a villaggio-roccaforte, legati al concetto di difesa da nemici esterni, sparsi senza strutture politiche.
Ma non finì qui. Approfittando della situazione di instabilità di una Siracusa nuovamente nel caos per l'emersione di movimenti filo-tirannici e la minaccia dal tirreno degli Etruschi, Ducezio gettò le basi per la costituzione di una syntèleia, ovvero una confederazione, tra i Siculi. Ciò comportava un raccoglimento sotto unica bandiera di tutte le città sicule ma anche la costituzione, per la prima volta, anche di un esercito siculo unico. Tutto ciò richiese la costituzione anche di una "capitale" che ben rappresentasse questa unità politica, militare e reliosa ed è per queste ragioni che nacque la città di Palikè, fondata presso l'antico santuario indigeno degli dèi Palici, divinità ctonie e legati agli Inferi.
Importante specificare come per Siculi non è da intendersi la popolazione sicula tout court. Infatti per syntèleia, nella tradizione greca, si intende una sorta di unità etnica. Quindi è molto probabile che Ducezio riuscì ad unire tutti i Siculi di una sola etnia e non di più etnie. Ciò lo fa comprendere anche l'uso, da parte di Diodoro Siculo (XI libro, 90, I), del termine homoethneis per indicare i Siculi del prode generale.
Tutto è pronto per un assalto. Ducezio non si fa attendere e ben presto attacca Inessa/Aitna nel 452, riuscendo a controllare così tutta la fascia territoriale della valle alta del Simeto. Le mira espansionistiche vengono organizzate per assaltare il territorio di Agrigento. Tra il 452 e il 451 sconfigge una truppa agrigentina, sorretta da una siracusana, accorsa a difendere la città di Mòtyon. Questo fatto, tuttavia, provoca una seria reazione di Siracusa che invia il suo esercito che Ducezio non riesce a contrastare. Le truppe sicule vengono infatti sconfitte presso Nomai e Mòtyon torna ad Agrigento.
Dopo la disfatta, Ducezio, rifancendosi alla tradizione culturale greca, riparò supplice a Siracusa, rinunciando ad ogni suo possedimento e consegnando sè stesso alla mercè dei siracusani vincitori. Nell'assemblea cittadina, l'ekklesìa, si decide di graziarlo e di esiliarlo a Corinto, città della Grecia, garantendogli una rendita per sopravvivere.
Eppure questo non fu l'epilogo della vicenda di Ducezio. Infatti un ultimo atto è ancora da svolgersi. Figlio di cultura greca, fa sua la prassi di chi, tempo addietro, partì dalla Grecia per fondare nuove colonie in Sicilia. Infatti, interrogò gli dei sul sito della fondazione di una colonia, ricevette incoraggianti responsi oracolari, partì dalle coste elleniche a capo di una spedizione di coloni. Nuovamente in Sicilia, tradendo così la condizione a cui Siracusa lo aveva legato, il suo gruppo ebbe modo di essere affiancato da non pochi Siculi. Dato ciò, si portò nella zona della costa tirrenica dell'Isola e lì fondò Kalè Actè, come gli aveva consigliato l'oracolo, lontano da Siracusa, lontato da mire espansionistiche o conflitti di interessi. Tuttavia, il grande generale siculo morì poco dopo la fondazione, per la quale vi sono diverse teorie. Si pensa che la fondazione della città fu sostenuta da Atene per poter fronteggiare e minare Siracusa. O che sia stata proprio incentivata da Siracusa, in maniera silenziosa, per il piazzamento di un punto strategico nella zona tirrenica o per minare ad Agrigento che nel mentre si era schierata contro di essa.
Eppure sono solo ipotesi, poichè il disegno che sta alla base di questa colonia non è dato saperlo.
La morte di Ducezio (440 a.C.) comportò inevitabilmente la distruzione di un sogno, nazionale, da parte dei Siculi di poter riavere la propria terra. Siracusa contribuì alla fine di questo desiderio e riconquistò tutte le roccaforti sicule tra cui Trinakia che, identificata forse con Palikè, pose una resistenza epica e senza rinuncia se non alla fine quando ormai fu allo stremo delle sue forze.
Bibliografia di riferimento e approfondimento
- DIODORO SICULO, Biblioteca Storica, libro XI-XV, a cura di I. Labriola, P. Martino, D.P. Orsi, Palermo Sellerio 1992.
- BRACCESI L, MILLINO G., La Sicilia greca, Roma, Carocci, 2006.
- GALVAGNO E., Politica ed economia nella Sicilia greca, Roma, Carocci, 2000.
Flavio Mela

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Interessantissimo.

Anonimo ha detto...

Ducezio. E' una delle figure storiche più importanti della nostra Sicilia per quel che riguarda l'identità sociale delle popolazioni indigene di Sicilia.

Articolo interessante e quotato.

paololucio ha detto...

Il sito dell'antica città di Trinacria deve cercarsi in uno dei colli vicino Caltagirone ( tri branchi ); Palikè (Palagonia) e Meneon ( Mineo ), con Trinacria, costituivano l'antica federazione dello stato siculo, fondato da Ducezio.
Paololucio

Anonimo ha detto...

Grazie per questo post meraviglioso. Ammirando il tempo e l'impegno che mettete nel vostro blog e dettagliate informazioni vi offrono..

Anonimo ha detto...

Ho appena aggiunto una pagina web, i miei preferiti. Mi piace leggere i tuoi post. Grazie!